Autodifesa dalla censura


La diffusione dei social media è stata originariamente accompagnata da un grande entusiasmo e dalla speranza che avrebbero potuto contribuire alla propagazione di pratiche democratiche in tutto il mondo. Molti analisti credevano che le nuove piattaforme digitali avrebbero conferito ai cittadini un ruolo di primo piano nelle dinamiche sociali e politiche. Il libero accesso alle informazioni, la possibilità di organizzarsi in collettività e mobilitarsi in difesa dei propri diritti in maniera semplice e immediata; appariva realmente come un fenomeno rivoluzionario.

Ma ben presto regimi sia democratici che autoritari hanno preso consapevolezza dell’efficacia e delle potenzialità dei nuovi media. Ne hanno fatto uno strumento al servizio del potere, utile tanto nella politica interna, ai fini del controllo informativo e del mantenimento dell’ordine pubblico, quanto in politica estera nelle relazioni internazionali e nella promozione di un’immagine positiva del proprio Paese.

Le tecniche di controllo della rete da parte dei governi possono andare dai più rudimentali Internet shutdown, ovvero il blocco totale della rete, alle censure più mirate e capillari. O ancora, dalle campagne di disinformazione diffuse attraverso i media a una vera e propria sorveglianza degli utenti volta a monitorare e persino prevedere le azioni dei dissidenti. Molto dipende dalla disponibilità di risorse e dallo sviluppo tecnologico di ogni Paese.


Censura e totalitarismo


La propaganda e la censura sono due facce della stessa moneta. Lo scopo della propaganda è quello di imporre la visione del potere di turno, la propaganda è praticata da tutti gli stati totalitari e da tutte le dittature. La propaganda per funzionare prevede di demonizzare le notizie che non sono allineate con il pensiero dominante etichettandole come disinformazione (fake news) e rimuovendo quindi censurando le informazioni non allineate al pensiero unico che si vuole imporre. La battaglia contro le fake news intende in realtà reprimere il dissenso e censurare l’informazione indipendente.

La censura della libera espressione del pensiero è necessaria allo stato totalitario per diventare padrone assoluto dell’opinione pubblica.

La citazione del 2016 del giornalista e politico italiano Emiddio Novi esprime bene il concetto:

La reazione populista ha spinto i poteri Mondialisti a mobilitarsi per evitare che la rete potesse diventare quel megafono che i media tradizionali avevano negato ad ogni forma di dissenso dal politicamente corretto.
L'amministrazione Obama aveva lavorato a questo obiettivo da anni.
Prima s'era attivata per manipolarla. E in parte c'era riuscita. Poi è passata alla censura di tutto ciò che sfugge alla logica del politicamente corretto.
Il pensiero non omologato è infatti ritenuto una molestia che infastidisce, turba e soprattutto crea antagonismi radicali. E allora la censura digitale ha iniziato ad utilizzare algoritmi che automaticamente cancellano gli account ritenuti eversivi verso il senso comune della rete. Un senso comune chiaramente in linea con l'ideologia mondialista. Un ruolo di vera e propria censura è dunque affidato ai computer che devono essere in grado di individuare quelle presenze ritenute devianti e che turbano l'ordine costituito. A volte definite Troll.
Nel nome troll nelle lingue nordeuropee rientrano significati come "incantesimo, stregoneria". Le streghe venivano definite trollkona, donna troll. Dai troll e dai loro malefici bisognava stare sempre in guardia. I troll sono esseri che vivono nel buio, quando escono dalle loro tane lo fanno per molestare, per attuare malefici, stregonerie, misfatti terribili, seminare incubi nelle menti delle vittime che vivevano serene e tranquille.
Ecco, incubi. Chi cerca di svegliare le coscienze manipolate nella società del pensiero unico mette a rischio l'ottundimento collettivo. Il pensiero critico è stato progressivamente emarginato, ritenuto scorretto ed eversivo, isolato e poi interdetto. Quelli che lo condividevano sono stati cacciati e rinchiusi in un gulag immateriale. Lì dove il grande gelo dell'isolamento li rende inoffensivi. Ma c'è chi sfugge e perfora la rete dei contatti omogenei. La rete riserva anche di queste sorprese. Ed ecco allore entrare in azione la soluzione tecnologica, il computer che censura parole, idee e persino stati d'animo, perché domini l'orwelliana ortodossia dell'inconsapevolezza.
Cosa c'è di più rassicurante per la casta dominante di dominati inconsapevoli. I televisori forniti di telecamere dell'orwelliano "1984" sono stati sostituiti dai computer e dalla rete che sorvegliano tutti, sempre e dovunque. Il "1984" è diventato realtà. L'apatia delle masse, l'assenza di consapevolezza, diventa consenso inerziale. La segregazione dei dominati da parte dell'oligarchia mondialista dominante sarebbe cosi eternizzata. Ma ci sono i troll che nonostante tutti i dispositivi interdettivi riescono a penetrare la rete dell'inconsapevolezza e a seminare il dubbio, a raccogliere adepti. Il nuovo totalitarismo, quello elettronico, resta in ogni caso una minaccia concreta.
Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks ne è convinto. Google sarebbe tra i responsabili di questa deriva antidemocratica. Assange afferma che "il suo business è sorvegliare milioni di uomini". Spiega che Google è "una forma postmoderna di totalitarismo." E continua:"Dovremmo però mettere le cose nella giusta prospettiva. Il totalitarismo che si è sviluppato nella Germania nazista e nell'Unione Sovietica era bi-tech. I nazisti sono stati la guida mondiale nello sviluppo tecnologico sotto diversi aspetti, e avevano l'ambizione ideologica di spingersi in un mondo inedito di nuove meraviglie tecnologiche. Non voglio fare paragoni semplicistici con il brutale regime nazista, e Google non è ancora per nulla vicina a quel punto. Ma il desiderio totalizzante c'è ".
Certo non siamo al nazismo. Ma verso lo scenario orwelliano ci stiamo inoltrando. Google col suo sistema sorveglia miliardi di uomini. Raccoglie informazioni sulle persone, le immagazzina, le indicizza, le utilizza per creare modelli che prevedono i loro comportamenti per poi venderli, e non solo alle grandi agenzie di pubblicità.
Raccoglie dati come la NSA, che non a caso accede quando vuole a tutte le informazioni raccolte da Google. La Nsa è l'agenzia americana per la sicurezza nazionale che sorveglia tutto e tutti. Utilizza le informazioni dei droni, dei satelliti, di Twitter, degli informatori in carne e ossa. Il sistema di sorveglianza e di egemonia americano e turbofinanziario con Google raccoglie informazioni e con migliaia di informer inquadrati dalle Ong può tutt'ora manipolare la rete con una costante disinformazione.
Larry Page, 23 miliardi di ricchezza personale e fondatore di Google, secondo Assange ha una visione totalizzante della sua azienda. E per lui in futuro chiunque indosserà gli occhiali di Google per poter leggere la realtà, informarsi, comunicare. Il sistema Google intercetterà gli sguardi di miliardi di uomini, conoscerà cosa facciamo, dove andiamo, chi incontriamo nel corso dei nostri appuntamenti, controllerà le nostre automobili. E' in grado di suggerirci, già adesso, come passare le serate e con chi. Dove mangiare, andare in vacanza, e a richiesta anche il partner.
Lo stesso Assange, nel suo libro Cyberpunks, ha sostenuto che "Internet è il più pericoloso facilitatore del totalitarismo che abbiamo mai conosciuto".
Il totalitarismo elettronico è già tra noi.

Emiddio Novi


Anche le guerre del secolo scorso sono il frutto della propaganda e della censura delle informazioni:

  • Senza la propaganda di Joseph Goebbels, Hitler non sarebbe mai salito al potere. Senza la manipolazione delle masse di questo genio della propaganda Hitler non avrebbe potuto scatenare la seconda guerra mondiale ne avrebbe potuto mettere in pratica l'olocausto. Questi eventi sono figli della propaganda e della censura che ha manipolato le masse.
  • Secondo Assange: "Tutte le guerre degli ultimi cinquanta anni sono il frutto delle bugie dei media". Potete sentire il suo intervento nel seguente video

Da qui capite che bypassare la censura è fondamentale non solo per informarsi correttamente, ma per difendere la democrazia, in quanto senza la conoscenza e la consapevolezza degli avvenimenti che avvenimenti come affettivamente avvengono le nostre scelte in realtà non saranno consapevoli ma saranno frutto della manipolazione mediatica che stiamo subendo.

Quindi l'informazione indipendente, essendo slegata dal potere, è fondamentale per il mantenimento della democrazia e delle scelte consapevoli dei popoli. Censurarla segna l'inizio del totalitarismo.


Come difendersi dalla censura


Prima di partire a vedere nel dettaglio come difendersi dalla censura dobbiamo comprendere come funziona la censura. Quindi vi consiglio vivamente di leggere la seguente pagina Web:

Nella stessa pagina web trovate le tecniche di elusione della censura:

Applicate le tecniche di elusione della censura ora vediamo quali strumenti utilizzare per accedere alle informazioni non censurate e quali strumenti utilizzare per non essere censurati nell'espressione del nostro pensiero in rete:

Siccome in rete anche se riusciamo ad accedere a tante informazioni, farsi un quadro generale completo della situazione attuale del mondo diventa difficile. Ma farsi una idea precisa è importante per sapere contestualizzare le informazioni prive di censura che leggiamo. Quindi per farsi un quadro preciso vi consiglio di approfondire con i seguenti libri: